Certe notti.

19 Lug

Insomma, questa è una notte di Sassari, e le notti di Atene sono rubricate, ordinatamente raccontate in questo blog, nella proiezione di iPhoto con la musica di Back in Ussr: la vita va avanti, Rossella Urru è stata liberata, c’è del lavoro da sbrigare a scuola… E poi…

E poi, ad esempio, l’estate. Quindi l’ometto, tipo me, si dimentica di essere (Aug. Conf. 1,1,1) un “homo circumferens mortalitatem suam”, uno che porta in giro la sua mortalità, e fa progetti. Dunque per domani mattina (ormai già oggi), ore sette e mezza, il vostro gitante preferito ha pianificato una gitarella al mare della pineta Mugoni.

Però certe notti dispongono di noi, non si fanno comandare: ed ecco che, dopo la fiacca di ieri l’altro, e la fiacca di ieri, in questa notte il termometro mi sale fino a 39 gradi. Mi vengono in mente ricordi di Atene, la grande sala senza aria condizionata…

Adesso, solo a casa, nella notte sconfinata che copre oltre ai sassaresi gli abitanti di Atene, di Plymouth, di Lipsia, di Parigi, di Dublino, sento la febbre e la mia fragilità, il breve raggio dei miei progetti: in questa notte obbedisco a Orazio che mi invitava «spatio brevi spem longam reseces», a ritagliare le mie speranze come se fossi in quel programma dove tutto si fa con la colla vinilica.

Forse non potevo permettermi di andare ad Atene. E se scoprirò che non potevo permettermelo, sarò ancora più contento di averlo fatto.

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