Think of the out. (Escape Athens,1)

15 Lug

Il motto «Think of the out», che devo ad A. Storey, il mio amico storeyteller, significa progettare pensando alla fase conclusiva delle azioni, a una ordinata conclusione. È un segno dell’azione organizzata di qualità, e lo sto riferendo anche alle mie iniziative di lavoro: cerco di intraprendere progetti che, in caso di necessità, possa a) concludere rapidamente, b) rapidamente e in modo indolore affidare ad altri. Si tratta con Orazio di ritagliare una lunga speranza su una vita breve.

Ho appena lavorato sull’out della spedizione ad Atene. Sono uscito nella calura mitigata delle nove del mattino, sono andato sull’enorme via che porta al Pireo, ho beccato un taxi che si fermava al distributore per le sigarette. George, Giorgos, parla inglese fluentemente.

Mi sono fatto accompagnare a casa, ho preso appuntamento per domani alle cinque, ho contrattato il prezzo.

Oggi vivrò sereno nella prospettiva di un “out” sereno. Forse questo post è un fare outing?

Allego fogliettino con numero di telefono di George, fra i notabilia di viaggio.

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Una Risposta to “Think of the out. (Escape Athens,1)”

  1. lella coradduzza 15 luglio 2012 a 13:10 #

    Riflettevo, leggendo qua e là, che vive in tristezza chi non sa vivere, no? Baci agli ancora Greci

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