Alimentarsi, rappresentarsi: il giovane H.C.

11 Nov

Hans Castorp mangiò in abbondanza, benché si rendesse conto che il suo appetito era meno robusto di quel che pensava. Ma era abituato a mangiare molto anche quando non aveva fame, semplicemente per rispetto di sé.

Da Atene a Perpignan!

9 Set

Per chi ha avuto piacere a viaggiare con me e Valentino ad Atene,

oggi apro una nuova finestra sull’esperienza a Perpignan, nel sudovest francese

del Roussillon.

Il sito è qui … a presto.

 

Atene, 11 luglio: contro Assad.

19 Lug

Certe notti.

19 Lug

Insomma, questa è una notte di Sassari, e le notti di Atene sono rubricate, ordinatamente raccontate in questo blog, nella proiezione di iPhoto con la musica di Back in Ussr: la vita va avanti, Rossella Urru è stata liberata, c’è del lavoro da sbrigare a scuola… E poi…

E poi, ad esempio, l’estate. Quindi l’ometto, tipo me, si dimentica di essere (Aug. Conf. 1,1,1) un “homo circumferens mortalitatem suam”, uno che porta in giro la sua mortalità, e fa progetti. Dunque per domani mattina (ormai già oggi), ore sette e mezza, il vostro gitante preferito ha pianificato una gitarella al mare della pineta Mugoni.

Però certe notti dispongono di noi, non si fanno comandare: ed ecco che, dopo la fiacca di ieri l’altro, e la fiacca di ieri, in questa notte il termometro mi sale fino a 39 gradi. Mi vengono in mente ricordi di Atene, la grande sala senza aria condizionata…

Adesso, solo a casa, nella notte sconfinata che copre oltre ai sassaresi gli abitanti di Atene, di Plymouth, di Lipsia, di Parigi, di Dublino, sento la febbre e la mia fragilità, il breve raggio dei miei progetti: in questa notte obbedisco a Orazio che mi invitava «spatio brevi spem longam reseces», a ritagliare le mie speranze come se fossi in quel programma dove tutto si fa con la colla vinilica.

Forse non potevo permettermi di andare ad Atene. E se scoprirò che non potevo permettermelo, sarò ancora più contento di averlo fatto.

Darth Vader e i Micenei al polemikò mussìo

16 Lug

Nella notte che precede l’alba in cui partiremo, capita che i ritmi della mia vita e dei miei beneamati macchinari mi diano un’oretta di non-sonno. E quindi, benedicendo il mio corpo santo che ha resistito per ogni giorno e ogni notte di questa avventura ‘hot’, il mio corpo diamante, racconto una delle ultime avventure del viaggio, la visita al museo scelto da Valentino, il museo della guerra di Atene.

Insomma è un museo meraviglioso, che unisce passato preistorico, arcaico e classico, con la storia di quella Grecia del XX secolo che ha respinto le invasioni mussoliniane, ha combattuto a Rimini, ha lottato per Cipro.

Ho capito un sacco di cose, e Valentino pure, nel godimento testimoniato da un numero altissimo di fotografie. Tutte quelle in cui non compare, le ha fatte lui. Enjoy! E intanto noi viaggiamo, quasi-ex-zingari.

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Think of the out. (Escape Athens,1)

15 Lug

Il motto «Think of the out», che devo ad A. Storey, il mio amico storeyteller, significa progettare pensando alla fase conclusiva delle azioni, a una ordinata conclusione. È un segno dell’azione organizzata di qualità, e lo sto riferendo anche alle mie iniziative di lavoro: cerco di intraprendere progetti che, in caso di necessità, possa a) concludere rapidamente, b) rapidamente e in modo indolore affidare ad altri. Si tratta con Orazio di ritagliare una lunga speranza su una vita breve.

Ho appena lavorato sull’out della spedizione ad Atene. Sono uscito nella calura mitigata delle nove del mattino, sono andato sull’enorme via che porta al Pireo, ho beccato un taxi che si fermava al distributore per le sigarette. George, Giorgos, parla inglese fluentemente.

Mi sono fatto accompagnare a casa, ho preso appuntamento per domani alle cinque, ho contrattato il prezzo.

Oggi vivrò sereno nella prospettiva di un “out” sereno. Forse questo post è un fare outing?

Allego fogliettino con numero di telefono di George, fra i notabilia di viaggio.

Amor incognitus.

14 Lug

Nel meraviglioso negozio Lego di Syntagma ho trovato una vera chicca: un portafoto lego!

Siccome nel coperchio c’è disegnato un bel cuore rosso, questo portfoto deve contenere foto amorose:

allora mi sono ricordato di San Paolo ad Atene, che aveva trovato l’altare dello ἄγνωστος θεός, “deus incognitus”, e mi porterò a casa il portafoto della αγνώστη φιλία, l’amore che ancora non conosco. Un portafoto di buon augurio!